lunedì 26 ottobre 2009
CONSIGLIO COMUNALE il 29.10.2009
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sabato 3 ottobre 2009
ASSEMBLEA DI SEZIONE
Si avvisa che in previsione del Consiglio Comunale del 15.10.2009,
la riunione della sezione di Meda si terrà il 12.10.2009, alle ore 21:15
in Via Indipendenza 76/A - 20036 Meda.
Avvisare telefonicamente : al numero 333 6460433
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domenica 20 settembre 2009
ONORI MILITARI AI SEI PARA' UCCISI IN ATTENTATO A KABUL

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giovedì 17 settembre 2009
Autobomba talebana a Kabul Sei militari italiani uccisi
Sei militari italiani sono stati uccisi e quattro feriti in un attentato che ha colpito Kabul alle 12 ora locale (9,30 in Italia). I militari italiani, tutti appartenenti al 186esimo Reggimento Paracadutisti Folgore, erano a bordo di due mezzi Lince e stavano percorrendo la strada che porta dall'aeroporto alla città. Nell'attentato, secondo quanto riferisce il ministero dell'Interno afghano, sono stati uccisi anche dieci civili.Testimoni oculari riferiscono di aver sentito una fortissima eplosione che ha proiettato verso il cielo un'enorme colonna di denso fumo nerastro. La ricostruzione dell'attentato Secondo fonti militari, i due mezzi «si stavano trasferendo dell'aeroporto internazionale di Kabul al quartier generale di Isaf». L'attentato kamikaze, riferisce la polizia afghana, è stato compiuto con un'autobomba. Stando ad una prima ricostruzione, l'auto, carica di esplosivo, sarebbe scoppiata al passaggio del primo mezzo del convoglio, uccidendo tutti e cinque gli occupanti. Danni gravi anche al secondo Lince: uno dei militari a bordo è morto e altri tre sono rimasti feriti.
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venerdì 10 luglio 2009
Elezioni provinciali 6-7 giugno 2009
Il nostro partito non è caratterizzato in nulla. La proposta politica è troppo simile a quella della Lega, tanto da risultare inutile il voto per noi, ci pensano già loro.
A dir il vero non è neppure molto chiara. Al pubblico risulta come un indistinto susseguirsi di richiami a valori poco enunciati e scarsamente riconosciuti, in alcuni casi superati dagli eventi. Identificarsi in questo partito risulta difficile, se non impossibile, per la stragrande maggioranza dei possibili simpatizzanti. La comunicazione è assente, e certo non per colpa della sezione provinciale di Monza.
Il nome genera una confusione terribile. Inutile fare appello, come ogni tanto si sente dire, all’intelligenza delle persone. È una mistificazione, bisogna invece tenere conto della vacuità delle menti. Chi s’interessa di politica è una ristretta minoranza, la maggioranza pensa agli affari suoi e non ha tempo per sofismi linguistici che dovrebbero permettere una distinzione fra Destre e presunte Destre.
Il PD ha scritto su un manifesto propagandistico: “solo un grande partito può battere la destra”, ebbene quella destra non siamo noi, è Berlusconi. La genericità del nome non permette alcuna distinzione, abbiamo un titolo che è confusione, il simbolo da solo non è sufficiente.
La linea del partito, in generale, è poco spendibile perché generica e, come già detto, troppo simile ad altri. Non è caratterizzata in nulla, è difficile da spiegare a chi non è attento agli eventi politici che già sono stucchevoli per conto loro, se poi si basano su distinguo minimi sono, ai più, incomprensibili.
Un partito politico può essere rappresentato come un convoglio ferroviario. Le sezioni locali, i militanti sono le vetture sulle quali occorre caricare il pubblico, in pratica i voti. Per convincere il pubblico a salire sul convoglio è necessario l’impegno costante dei militanti sul territorio perché i contatti umani sono la base della politica. Ma la locomotiva è quello che traina il convoglio e senza traino non si muove nulla; il lavoro dei militanti risulta inutile se i vertici, la locomotiva, non danno visibilità al treno intero. Come si fa’ a convincere le persone a salire su un treno di cui non si conosce la meta, il lavoro dei militanti risulta frustrante nella misura in cui le stazione di percorrenza del treno siano praticamente sconosciute.
Occorre una caratterizzazione tale per cui il partito sia distinguibile da tutti gli altri.
Siamo subissati dalle opere del Cavaliere. Come sempre il Paese si divide, per la capacità indiscussa dell’uomo di obbligarci al plebiscito quotidiano a reti unificate. In un clima di radicalizzazione, la moderazione non paga. Non si può negare, comunque, che vi sia un cammino da fare, che vi siano scelte da maturare, non riconducibili a semplici accordi di vertici, ma che impegnino una maturazione complessiva di tutti noi, i cui sbocchi non sono ad oggi definibili; esiste la necessità di rappresentare un elettorato, ma anche una militanza, che oggi comunque si riconoscono in un partito. Un partito che ha salde radici storiche e sociali, che nasce da un “humus” presente e riconoscibile nei valori in cui crediamo e che fanno de “la Destra” qualcosa che non può e non deve essere confuso con gli altri schieramenti dell’area di centro-destra. E’ per questo motivo che abbiamo bisogno di maggiore visibilità mediatica e maggiore presenza territoriale per essere vicini alle esigenze delle persone, per cogliere le loro richieste, perché oggigiorno, purtroppo, tutti parlano e nessuno più ascolta. Non c’è ambito dell’esperienza umana, specialmente se consideriamo il vasto fenomeno della globalizzazione, in cui i media non siano diventati parte costitutiva delle relazioni interpersonali e dei processi sociali, economici e politici. Esserne assenti equivale ad una condanna. E non è con aggregazioni varie che si potrà superare il limbo in cui siamo caduti: meglio trainare il convoglio così da costringere altri a seguirci, meglio essere antipatici che risultare indifferenti.
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martedì 14 aprile 2009
Gazebo
Per stare vicini ai nostri cittadini, e per la raccolta delle firme,le date sono i seguenti :
- 18 Aprile 09 - ore 15:00 Via Indipendenza / nei pressi della fontana di fronte Millepiedi
- 09 Maggio 09 - ore 15:00 Piazza Cavour
- 16 Maggio 09 - ore 15:00 Via Indipendenza / nei pressi della fontana di fronte Millepiedi
- 23 Maggio 09 - ore 15:00 Via Indipendenza / nei pressi della fontana di fronte Millepiedi
- 30 Maggio 09 - ore 15:00 Via Indipendenza / nei pressi della fontana di fronte Millepiedi
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sabato 11 aprile 2009
articolo su "Periodico del Comune di Meda"
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Buona Pasqua
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lunedì 9 marzo 2009
FI - AN, e la politica del caso "Singolo"
Se poi questa opposizione si manifesta solo per questioni di bottega, diciamo che non appartiene al nostro modello né di amministrazione né di opposizione.
È solo questo il motivo che ci spinge a valutare i provvedimenti dell’amministrazione in modo costruttivo; del resto in una cittadina di medie dimensioni come Meda, noi crediamo che sia più proficua la collaborazione della contrapposizione, anche con chi, alle volte, ha cercato lo scontro con noi. Non crediamo neppure che nella nostra città vi sia una tale contrapposizione di interessi fra i cittadini da giustificare posizioni di astio e di maldicenza. Ma se altri ritengono di arrivare a questo punto, non possono pensare che tutti debbano fare la stessa cosa.
Non abbiamo mai salvato la maggioranza in situazioni di sfiducia, detto sinceramente, non hanno bisogno di noi.
Del resto ci sembra normale che se un cittadino ha bisogno d’assistenza la prima figura amministrativa a cui si rivolge è proprio il Comune, e questo non significa escludere gli altri.
Anche perché contrapporre casi personali pietosi ad altri casi personali pietosi non crediamo sia la soluzione dei mali, anzi ci sembra che ci siano pochi argomenti validi oppure proprio manchino, ci sembra che sia una specie di ricorso al privato per rendere pubbliche eventuali manchevolezze. In effetti, chi è senza peccato scagli la prima pietra. Non ci sembra che nella passata amministrazione le cose siano andate lisce come l’olio. “Lasciamo all’intelligenza di chi legge le conclusioni per capire di chi parliamo”.
Diciamolo francamente: non è uno spettacolo edificante, è più da “Grande Fratello” che da Consiglio comunale. La situazione è difficile già per se stessa e non sembra che sia compito dell’amministrazione comunale quello di rincorrere casi personali; ciò non toglie che se si ritiene il regolamento dei servizi sociali inadeguato sia diritto delle minoranze criticarlo, ma non per un singolo caso.
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venerdì 27 febbraio 2009
Il Giorno del Ricordo . Celebrazione
Sennonché, poco prima della proiezione, alla richiesta di uno spettatore per il classico minuto di silenzio in ricordo delle vittime infoibate dai comunisti, tre persone hanno contestato che il minuto di silenzio fosse dedicato solo ai massacrati nelle foibe. Stranamente, secondo costoro, si sarebbe dovuto osservare il minuto di silenzio in memoria di “tutte le vittime”, senza specificare per altro quali vittime e di che cosa. Ciò ha immediatamente provocato un piccolo ma acceso dibattito fra il pubblico con accuse e precisazioni che, a dir il vero, avevano poco a che vedere con la commemorazione.
Il fatto è però indicativo. È indicativo di una mentalità che rifiuta la Storia se non è adulterata dalle loro insane passioni, rifiuta i fatti se non visti attraverso gli occhiali dell’ideologia, rifiuta la responsabilità degli avvenimenti e cerca di far condividere ad altri colpe che sono esclusivamente loro.
Nel caso delle foibe, poi, si raggiunge il ridicolo. Quali altri morti si dovrebbero commemorare? I carnefici forse? Nelle foibe furono gettati cittadini italiani indifesi, non ci fu uno scontro tra due belligeranti con morti da ambo le parti, per cui si sarebbero potuti ricordare entrambi i caduti. Fu un massacro da una parte sola, morti sono solo gli infoibati e non altri. Nella Giornata della Memoria, quando si commemorano gli ebrei morti nei campi di concentramento, si osserva un minuto di silenzio anche i nazisti che li hanno ammazzati? Non ci sono altre vittime, c’è solo il tentativo di mistificare la verità. Quindi non ci sono altri morti da onorare nel Giorno del Ricordo. I tre personaggi che si sono allontanati prima del minuto di silenzio, volevano solo edulcorare una realtà evidentemente troppo scomoda.
C’è una sorta di malattia che, da quando è caduto il muro di Berlino, ha finito per contagiare in Italia e in Europa una parte consistente della classe politica e dell’opinione pubblica. Ed è la perdita di un’autentica “memoria critica”. Giacché si è propensi a stendere un velo su certe verità innegabili, ma ingrate od ingombranti, della storia del Novecento, pur di non fare i conti con il passato ed i suoi retaggi. D’altra parte, se la pigrizia mentale e l’opportunismo sono dei vizi largamente diffusi, determinate mistificazioni ideologiche sono pur sempre dure a morire. Sta di fatto che la carenza di un approccio laico e razionale nell’introspezione del passato, ossia di una visione delle cose svincolata tanto da preconcetti inveterati quanto da calcoli politici strumentali, rischia di produrre una generale amnesia degli eventi e dei fenomeni più drammatici e controversi del secolo appena conclusosi, o di alimentare comunque una tendenza non meno deleteria a sterilizzarne il ricordo.
Luciano Violante, ex esponente di primo piano di sinistra, ha scritto sul “Riformista” pochi giorni fa’: “Mi sono reso conto, per la prima volta, che la mia storia politica era stata dalla parte degli aggressori, di chi legava il fil di ferro ai polsi delle vittime, prima di precipitarle, non dalla parte di chi aveva i polsi legati”. Qualcosa a sinistra si muove, ma la strada sarà ancora lunga in periferia.
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Flavio Agostoni, portavoce della sezione de “La Destra” di Meda.
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"La Destra" Il portavoce, Flavio Agostoni, precisa quanto accaduto durante la commemorazione
«L’introduzione del sindaco Giorgio Taveggia e l’intervento del consigliere de “La Destra” Giorgio Mastrapasqua hanno avuto il plauso dei presenti e il filmato è risultato molto interessante - ha dichiarato - Sennonché, poco prima della proiezione, alla richiesta di uno spettatore per il classico minuto di silenzio in ricordo delle vittime infoibate dai comunisti, tre persone hanno contestato che il minuto di silenzio fosse dedicato solo ai massacrati nelle foibe. Stranamente, secondo costoro, si sarebbe dovuto osservare il minuto di silenzio in memoria di “tutte le vittime”, senza specificare per altro quali vittime e di che cosa. Ciò ha immediatamente provocato un piccolo ma acceso dibattito tra il pubblico».
Secondo Agostoni, tale fatto sarebbe «indicativo di una mentalità che rifiuta la storia se non è adulterata dalle loro stolide passioni, rifiuta i fatti se non visti attraverso gli occhiali dell’ideologia, non accetta la responsabilità degli avvenimenti e cerca di far condividere ad altri colpe che sono esclusivamente loro. Nel caso delle foibe, poi, si raggiunge il ridicolo. Quali altri morti si dovrebbero commemorare? I carnefici forse? Nelle foibe furono gettati cittadini italiani indifesi, non ci fu uno scontro tra due belligeranti con morti da ambo le parti, per cui si sarebbero potuti ricordare entrambi i caduti. Quindi non ci sono altri morti da onorare nel Giorno del Ricordo. I tre personaggi che si sono allontanati prima del minuto di silenzio volevano solo edulcorare una realtà evidentemente troppo scomoda».
«C’è una sorta di malattia che, da quando è caduto il muro di Berlino, ha finito per contagiare in Italia e in Europa una parte consistente della classe politica e dell’opinione pubblica - ha concluso Agostoni - ovvero la perdita di un’autentica “memoria critica”. Si è propensi a stendere un velo su certe verità innegabili, ma ingrate o ingombranti, della storia del Novecento, pur di non fare i conti con il passato e i suoi retaggi».
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domenica 1 febbraio 2009
Celebrazione della Giornata del Ricordo
- ore 21:00 Apertura della serata
- ore 21:15 Introduzione del Sindaco Dott Giorgio Taveggia.
- ore 22:00 Relazione del Consigliere comunale de "La Destra", Giorgio Mastrapasqua.
- ore 22:30 Proiezione di un filmato originale, girato da cinoperatori inglesi al seguito delle truppe alleate.
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il giorno del RICORDO ! 10 Febbraio
350.000 italiani abitanti dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia dovettero scappare ed abbandonare la loro terra, le case, il lavoro, gli amici e gli affetti incalzati dalle bande armate jugoslave. Decine di migliaia furono uccisi nelle Foibe o nei campi di concentramento titini. La loro colpa era di essere italiani e di non voler cadere sotto un regime comunista. Trieste, dopo aver subito più di un mese di occupazione jugoslava, ancora oggi ricordati come "i quaranta giorni del terrore", visse per 9 anni sotto il controllo di un Governo Militare Alleato (americano ed inglese), in attesa che le diplomazie decidessero la sua sorte.
Solo nell'ottobre del 1954 l'Italia prese il pieno controllo di Trieste, lasciando l'Istria all'amministrazione jugoslava.E solo nel 1975, con il Trattato di Osimo, l'Italia rinunciò definitivamente, e senza alcuna contropartita, ad ogni pretesa su parte dell'Istria, terra italiana sin da quando era provincia dell'Impero romano.
Il 10 febbraio è il giorno che l'Italia dedica alla memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle Foibe e dell'Esodo dalle loro terre degli Istriani, Fiumani e Dalmati.
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venerdì 26 dicembre 2008
Auguri
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lunedì 22 dicembre 2008
Questione morale
Che astrattezza intellettuale, arzigogoli linguistici e una buona dose di arroganza moralistica siano il condimento normale del vaniloquio di sinistra non deve stupire più di tanto: costituiscono i residui, tuttora presenti e inquinanti, dell’incontro tra il Pci berlingueriano col cattolicesimo militante e tardo marxista della generazione del Sessantottismo. Da questo impasto micidiale non potevano certo nascere semplicità e concretezza da socialdemocrazie nordiche.
Ma l’arroganza morale, quasi una sorta di limbo nel quale la sinistra si riteneva immune da contaminazioni prosaiche, ha subito costantemente colpi durissimi mostrando via via il lato criminale di certi miti (vedi la Resistenza ), la condiscendenza affaristica (vedi casi Coop e Unipol), ma anche quel concetto di uso delle risorse pubbliche ad esclusivo vantaggio dei propri associati che è forse il più nascosto, ma il più deleterio e menzognero, dei meccanismi che la sinistra ha utilizzato per captare voti e benevolenze da parte di settori della società che hanno potuto vivere alle spalle della comunità dei cittadini che lavorano e quindi pagano le tasse. Non potrebbe essere definito diversamente l’uso delle risorse pubbliche per mantenere in vita oltre cinquemila, inutili se non grotteschi, corsi di laurea nelle università pubbliche, opponendosi costantemente ad ogni riforma per non far perdere i privilegi acquisiti ai propri chierici. Non può essere definito diversamente l’operato dell‘ex ministro Ferrero, ora segretario di Rifondazione comunista, che arrivato al traguardo del palazzo ha pensato bene di assumere un numero spropositato di collaboratori con una spesa che superava i 60 milioni di Euro l’anno. Senza contare che si trovava già in ottima compagnia: il governo Prodi coi suoi oltre 120 componenti ha stabilito un primato, si spera, insuperabile. E l’elenco potrebbe continuare: gli assessorati alla Pace che solo la sinistra si poteva inventare, le fondazioni bancarie che elargiscono denari in un verso solo, la Regione Campania , amministrata dalla sinistra, che con una popolazione pari a poco più della metà della Lombardia ha il doppio dei dipendenti e così via.
Il caso Campania è però interessante e vale la pena di soffermarsi, ma non per le vicende giudiziarie di questi giorni, bensì perché offre uno spaccato di come intende l’amministrazione pubblica la sinistra.
L’immoralità nasce dal fatto stesso di considerare una città come Napoli alla stregua di un malato inguaribile su cui sperimentare tutto quello che non si conosce, incuranti delle torture cui è sottoposta l’inconsapevole cavia. Sinistra extraparlamentare, cattolici del dissenso, comunisti e postcomunisti, bassoliniani ed altro una cosa hanno in comune: sono parole e non cose, “non servono a dire ma a camuffare la realtà”. Come quella forma di “immoralità politica” che è il declamato, ma falso, amore per il popolo, l’innocenza del ladro costretto a delinquere dall’antica espropriazione del padrone, la sottovalutazione farsesca dei vicoli violenti, l’irresponsabile vezzo di scambiare le periferie soggiogate dalla camorra per l’ultimo bastione del proletariato. Una catena di manipolazioni ideologiche, che finisce per prendere sottogamba lo stesso crimine organizzato, furbescamente addebitato ai propri avversari politici. Né meno assurda è la mescolanza di estetica e politica, quell’idea di “bellezza immobile ed eterna” (anche questa è definizione dei loro pseudo-intellettuali) che viene contrapposta ai guasti dei palazzinari e produce un immobilismo edilizio, il quale sta condannando a morte lenta il degradato centro antico. Il malato inguaribile insomma deve restare tale per dare argomenti alle chiacchiere dei salotti radical-chic, i cui mentori però vivono da tutt’altra parte.
Proprio questa sera (mercoledì 17 dicembre 2008), assistendo al programma di Rai 1 “Porta a porta”, apprendiamo che lo scrittore Saviano (autore del libro Gomorra, da cui si è stato tratto il film omonimo), ha tenuto una conferenza alla Terza università di Roma, denunciando che al Sud molte amministrazioni di sinistra sono colluse con la criminalità organizzata. Un altro mito che cade; ora lo crocifiggeranno come hanno fatto con Gianpaolo Pansa: non perdonano quello che loro considerano un tradimento; concepiscono l’intellettuale solo come una serpe strisciante ai piedi del monolite dell’ideologia.
La questione morale ha più valenza culturale che di pratica spartitoria: deriva direttamente da quel concetto, tanto praticato a sinistra, che c’è sempre qualcuno in credito con la società, siano questi disoccupati a vita, delinquenti, drogati, fannulloni, mestatori o altri, insomma loro. Loro, i professionisti della disinformazione, dell’occultamento sistematico della verità perché la propaganda non conosce soste, non deve fermarsi altrimenti i destinatari del falso dimenticano, si svagano e perdono mordente. Allora bisogna insistere: Napoli è amministrata bene anche quando la spazzatura arriva ai primi piani delle case, quindi non c’è motivo per dimettersi. Bassolino “non ha nulla da rimproverarsi”, figuriamoci il Sindaco.
La Iervolino è sopra ogni bassezza, non si cura dei piccoli ed insignificanti problemi di una città che va al macero, lei ha il compito di sistemare gli “amici” e non ha tempo da perdere. L’anno scorso il giornalista Sergio Rizzo ha pubblicato sul “Corriereconomia”, l’8 gennaio 2007, una ricerca sullo scambio di poltrone a Napoli ed ha rilevato il passaggio degli stessi personaggi da un incarico all’altro. Esempio: l’ex assessore al personale Pasquale Losa, già sindacalista della Cisl, è stato destinato alla presidenza dell’Asia, l’azienda che ha il compito di gestire l’emergenza rifiuti (certo che li ha gestiti proprio bene). Losa ha lasciato libero il posto di capo della segreteria del Sindaco, che sarà occupato da un altro ex assessore (al turismo): Luca Esposito. Nel frattempo l’ex assessore alla difesa del suolo, Ferdinando Balzamo, era stato sistemato alla presidenza di Napoli servizi. E l’elenco continua.
Inutile tediare il lettore con l’elenco delle poltrone, tanto il caso Napoli è comune alle amministrazioni di tutta Italia.
Anche il centrodestra non scherza. Leggo sul “Corriere di Como” che il Sindaco di Cernobbio, una bella signora dall’aria un po’ svagata (in fotografia), è anche assessore nella giunta provinciale. A parte il fatto che ci sarebbe da chiedersi il perché di due incarichi simili ad una stessa persona, resta che sia stata condannata a due anni di pena per peculato. Ha rassegnato le dimissioni da assessore, ma non da Sindaco perché si correrebbe il “rischio” di andare ad elezioni anticipate.
Non sarà facile per La Destra trovare alleati alle prossime elezioni. Non sarà facile trovare persone che intendano la politica come servizio ai cittadini e non come affare personale.
Sezione di Meda - Flavio Agostoni
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giovedì 18 dicembre 2008
Gazebo, 20 Dicembre 2008
Ecco un'altro Natale della nostra sezione
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Non mancate.

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domenica 9 novembre 2008
il tempo passa, ma il ricordo NO
Onore ai nostri caduti di Nassiriya
In ricordo dei Caduti per la PACE
Nassiriya, 12 novembre 2003
i carabinieri
Massimiliano Bruno, maresciallo aiutante, Medaglia d'Oro di Benemerito della cultura e dell'arte
Giovanni Cavallaro, sottotenente
Giuseppe Coletta, brigadiere
Andrea Filippa, appuntato
Enzo Fregosi, sottotenente
Daniele Ghione, maresciallo capo
Horatio Majorana, appuntato
Ivan Ghitti, brigadiere
Domenico Intravaia, vice brigadiere
Filippo Merlino, sottotenente
Alfio Ragazzi, maresciallo aiutante, Medaglia d'Oro di Benemerito della cultura e dell'arte
Alfonso Trincone, sottotenente
i militari dell'esercito
Alessandro Carrisi, primo caporal maggiore
Emanuele Ferraro, caporal maggiore capo scelto
Massimo Ficuciello, capitano
Silvio Olla, maresciallo capo
Pietro Petrucci, caporal maggiore
i civili
Marco Beci, cooperatore internazionale
Stefano Rolla, regista
Non dimenticare !
Strage di Nassiriya
Luogo : Nassiriya, Iraq
Data : 12 novembre 2003 10:40 (ora irachena)
Tipologia Esplosione kamikaze
Morti 28
Compiuto da Militanti di Al Qaeda
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venerdì 7 novembre 2008
I° CONGRESSO NAZIONALE LA DESTRA - Programma
-Ore 13:00
INIZIO ACCREDITI DELEGATI E OSPITI
-Ore 15:00
APERTURA DEI LAVORI (1° giorno)
-Ore 15:10
INTRODUZIONE DEL PRESIDENTE DEL CONGRESSO ON. TEODORO BUONTEMPO
-Ore 15:30
SALUTO DEL PORTAVOCE DELLA FEDERAZIONE DELLA CITTA’ DI ROMA, ON. ALBERTO PASCUCCI
-Ore 16:00
RELAZIONE DEL SEGRETARIO NAZIONALE, ON. FRANCESCO STORACE
-Ore 17:30
SALUTO DELLE DELEGAZIONI OSPITI DI PARTITO
-Ore 18:00
INTERVENTI DEI DIRIGENTI DEL PARTITO: LUISA REGIMENTI, ANTONELLA SAMBRUNI, PASQUALE SENATORE, RUGGERO RAZZA, LUCA LORENZI, MICHELE NAPOLI
-Ore 19:30
A SEGUIRE DIBATTITO: INTERVENTI DEI DELEGATI
-Ore 21:00
CENA
SABATO 8 Novembre
-Ore 10:00
APERTURA DEI LAVORI (2° giorno)
INTRODUZIONE DEL PRESIDENTE DEL CONGRESSO, ON. TEODORO BUONTEMPO
-Ore 10:20
SALUTO DELLE DELEGAZIONI OSPITI DI PARTITO E SINDACATO
-Ore 11:00
INTERVENTI DEI DIRIGENTI DEL PARTITO: ROBERTO SALERNO, ANTONIO RASTRELLI, NELLO MUSUMECI, PAOLO AGOSTINACCHIO, MASSIMILIANO MAMMI
-Ore 13:00
PRANZO DELEGATI
-Ore 14:00
RIPRESA DEI LAVORI
APERTURA DEL DIBATTITO: INTERVENTI DEI DELEGATI
-Ore 16:00
INTERVENTO DEL PRESIDENTE, ON. TEODORO BUONTEMPO
-Ore 17:30
INTERVENTI DEI DIRIGENTI DEL PARTITO: GABRIELE LIMIDO, LUIGI D’ERAMO, ITALO MARRI, ANNA MONTELLA, PAOLO SCARAVELLI, GINO IOPPOLO, COSTANZA AFAN DE RIVERA, MICHELE DI CRISTO
-Ore 19:30
ILLUSTRAZIONE DELLO STATUTO, ON. LIVIO PROIETTI
-Ore 20:00
CENA DELEGATI
-Ore 21:00
DIBATTITO E VOTAZIONE STATUTO
DOMENICA 9 Novembre
-Ore 8:30
CELEBRAZIONE SANTA MESSA
-Ore 9:20
APERTURA DEI LAVORI (3° giorno)
INTRODUZIONE DEL PRESIDENTE DEL CONGRESSO, ON. TEODORO BUONTEMPO
-Ore 9:30
INTERVENTI DEI DIRIGENTI DEL PARTITO: ALDO TRACCHEGIANI, MASSIMO ABBATANGELO, ALBERTO ARRIGHI, VITTORIO MESSA, BRUNO ESPOSITO, LIVIO PROIETTI
-Ore 11:00
INTERVENTO DEI DELEGATI
-Ore 12:00
INTERVENTO CONCLUSIVO DEL SEGRETARIO NAZIONALE, ON. FRANCESCO STORACE
APERTURA DELLE VOTAZIONI
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venerdì 24 ottobre 2008
I° Congresso provinciale di Monza e Brianza
All’apertura dei lavori, Edda Ceraso, Portavoce uscente, ha illustrato il Regolamento provinciale, quindi, dopo il saluto ai giornalisti intervenuti, è stato presentato l’onorevole Alberto Arrighi. Come previsto dal Regolamento, l’on. Arrighi, non appartenente alla provincia di Monza e Brianza, ha assunto la Presidenza del Congresso stesso ed ha portato i saluti di Storace e d’altri esponenti del partito.
Il Presidente ha preso la parola ricordando le elezioni politiche passate il cui risultato non ci ha permesso di avere una rappresentanza in Parlamento. Richiamata poi l’attenzione sull’operato del Governo attuale le cui manchevolezze mettono in risalto l’assenza di “destra” nella politica del nostro Paese, ha ricordato la battaglia di libertà contro le caste che la Destra intende combattere. Accennato poi alla situazione internazionale dell’Italia che ritiene succube di potentati non democratici, ha rivendicato la lotta della Destra per la dignità nazionale. Ha chiuso l’intervento ponendo l’accento sulle priorità della politica de “La Destra”, e cioè il bisogno di un forte radicamento sul territorio e la possibilità di riempire un vuoto politico che lascia al nostro partito un ampio margine di crescita.
Si è passati quindi ad un impegno previsto dal Regolamento e cioè l’elezione della Commissione elettorale. Il Portavoce uscente, dott.ssa Ceraso ha indicato i nomi di Umberto Bonetti e Flavio Agostoni. Il Presidente ha chiesto l’approvazione dell’assemblea e, per alzata di mano, la maggioranza ha approvato.
Ha preso poi la parola Edda Ceraso per presentare la sua mozione. Ricordando che la sua mozione è collegata con quella del Segretario nazionale Francesco Storace, ha illustrato gli impegni che verranno a breve e cioè le elezioni amministrative e quelle europee. Ha rammentato la battaglia per l’istituzione della Provincia di Monza e Brianza che era iniziata anni fa’ in altre situazioni politiche e che è stato il coronamento di un impegno mai dimenticato; ha quindi parlato delle alleanze che daranno alla Destra la possibilità di uscire dall’isolamento: a pari dignità, le strade potranno essere diverse.
Ha posto quindi l’accento su una delle priorità della Destra ovvero la difesa dell’ambiente e del territorio della Brianza e, rammentando le politiche passate che hanno portato a scelte molto discutibili e distruttive, ritiene questo uno dei cavalli di battaglia de “La Destra”.
Si è passati quindi agli interventi dei convenuti.
Hanno preso la parola: Gino Galvagno, portavoce della sezione di Meda, ha ricordato il progetto della Destra che è di largo respiro e con un cammino che sarà lungo, partendo dalla base ovvero i militanti nei singoli comuni, da dove la battaglia deve iniziare. Francesco Gioffrè, portavoce della sezione di Seregno ha attaccato il candidato portavoce filo-Santanchè che, in realtà, non si è presentato, ed ha contestato le sue dichiarazioni sui giornali. Paolo Martini di Vimercate ha ricordato lo spazio a destra della politica italiana cui noi dobbiamo mirare. Simone Bertuzzi di Monza ha letto un’ode di Mirco Tremaglia. Angelo Capuccilli di Muggiò ha brevemente ricordato la passione che ci anima. Franco Calabrese di Busnago, con un intervento molto appassionato, ha messo in risalto la fierezza della nostra appartenenza politica.
Alle ore 17.00, il Presidente Arrighi, sentita la Commissione elettorale, ha ritenuto opportuno applicare l’articolo 12 del Regolamento provinciale che consente l’elezione per alzata di mano nel caso di una sola candidatura. Non essendoci state contestazioni all’applicazione del ricordato articolo, il Presidente ha letto i nomi dei candidati delegati al Congresso nazionale, collegati con la mozione Ceraso.
All’unanimità, Edda Ceraso è stata confermata alla carica di Portavoce provinciale per acclamazione. Sono poi stati nominati gli altri quattro delegati al Congresso necessari per raggiungere il numero prescritto di dodici e, sempre per alzata di mano, sono stati confermati anche questi nominativi. Il Congresso si è chiuso tra gli applausi.
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martedì 21 ottobre 2008
Il Fascismo “male assoluto”
Un’affermazione così perentoria, specie se pronunciata da un ex, non lascia dubbi di sorta: è sicuramente una presa di posizione univoca e, oserei dire, indiscutibile. Chi l’ha pronunciata, infatti, non poteva avere il minimo dubbio su quello che stava dicendo né tanto meno poteva avere dubbi sulle “ricadute” che avrebbe provocato l’affermazione stessa. Anzi sembrerebbe proprio che tale sentenza avesse uno scopo ben preciso, e propedeutico ad un cambiamento di fronte al servizio di qualche mira politica, non del tutto nascosta, d’alto livello. Del resto è trascorso abbastanza tempo da quando la frase fu pronunciata, ma l’eco della stessa è tutt'altro che scemato per cui anche chi l’ha pronunciata aveva sicuramente immaginato che non solo non sarebbe passata sotto silenzio, ma che sarebbe continuato un effetto declamatorio, tale da perseverare la sua efficacia nel tempo, probabilmente perché il traguardo prefissosi non è poi così vicino (leggasi fare le scarpe a Berlusconi).
Orbene per capire se un tale detto abbia una motivazione intrinseca, occorre analizzare il significato dei vocaboli utilizzati. Il Fascismo sappiamo tutti cosa sia stato storicamente ed allo stesso modo pensiamo non ci siano dubbi sul significato di “male”; infatti, è quel termine “assoluto” che pone qualche problema.
Filosoficamente potremmo definire l’”assoluto” come “ciò che è per sé pensato”. In ragione di ciò ci troviamo di fronte ad una categoria dello spirito che non ha, per definizione, né eguali né paragoni. L’”assoluto “ è un qualcosa che esiste in sé e per sé, senza bisogno di giustificazione alcuna, senza che altri abbiano dato avvio alla sua consistenza, senza che qualcuno possa metterlo in discussione. Va da sé che usare un simile vocabolo presupporrebbe non solo la conoscenza esatta del suo significato, ma anche che accostare ad un qualsiasi sostantivo il termine “assoluto” in funzione di aggettivo ne determina un valore che supera le qualità umane.
Dio è l’”assoluto” (ovviamente, per chi ci crede), perché non esiste nulla fuori dal suo concetto, non esiste termine di paragone che lo possa qualificare, assommando in sé tutto ciò che la mente umana non può comprendere, e ciò per il semplice motivo che se così non fosse non sarebbe Dio, sarebbe in altre parole uno di noi. Tale affermazione non deve essere confusa con un atto di sottomissione perché il concetto stesso della divinità deve obbligatoriamente avere questi termini, per credenti e per non credenti, altrimenti non si avrebbe l’altro concetto, quello appunto della divinità. È quindi un ragionamento umano che ci porta a dare una definizione di Dio, ma è una necessità che sia così argomentata per non definire divinità ciò che non lo è, nel significato stesso della parola. In poche parole: se si parla di Dio, si può definire tale entità solo come ”assoluta”, e questo non è condizione essenziale per credere in Dio, giacché anche per il non credente Dio può solo essere così.
Senza la pretesa di esaurire un simile discorso in così poche righe, possiamo comunque pensare che almeno una parvenza di obiettività nel discorso sia presente poiché se non è esaustivo non è certamente banale cercare un significato alle parole, ché altrimenti, dette a caso, servirebbero solo al nulla culturale tipico delle manifestazioni cui assistiamo continuamente e che vengono fatte passare per “lo specchio della società attuale”.
Non si può nemmeno pretendere che il termine in questione sia attribuibile esclusivamente ad una nozione trascendentale. Potremmo, infatti, tranquillamente passare alla sfera terrena, ma anche in questo caso non potrebbe essere smentita la caratteristica fondamentale e cioè “che è in sé e per sé senza dipendenza o relazione”. Per esempio l’Assolutismo monarchico tipico dei secoli scorsi prevedeva come attributo fondamentale appunto la non dipendenza o relazione da qualsiasi altro, individuo o cosa, poiché il monarca era “assoluto” nel suo regno e l’”assoluto” trascendentale non ne sminuiva l’importanza in terra, ritenendosi il monarca investito direttamente dal divino. Non per niente Hobbes, nel Leviatano parla: “… di quel Dio mortale a cui dobbiamo, sotto il Dio immortale, la nostra pace e la nostra difesa”.
A questo punto, però, occorrerebbe definire quale tipo di relazione possa esistere fra un fatto storico e l’“assoluto”. Vale a dire che relazione ci sia fra una costruzione umana che, per sua natura, non può che essere fallibile ed imperfetta, e come tale non suscettibile di essere definita come atto indiscutibile ed imprescindibile, ed un concetto che comprende il tutto, inteso come scibile ed inconoscibile.
Occorre anche stabilire se il Fascismo possa essere considerato una categoria a sé stante, senza relazioni con altre idee e se possa essere definito fuori dal suo tempi. Evidentemente no. Il Fascismo ha una sua storia ed una sua collocazione nell’universo delle idee che l’uomo ha via via costruito con l’elaborazione del pensiero politico e con la sua attuazione in istituzioni ed organismi che hanno tradotto in pratica ciò che i pensatori avevano immaginato. E, tanto meno, penseremo ad un anacronistico posizionamento fuori della sua epoca. Quindi pensando al Fascismo ed alla sua epoca non possiamo che renderci subito interpreti di una relazione comparativa fra il Fascismo ed altre ideologie che nel secolo scorso hanno determinato il corso storico e sociale dell’umanità, perché tale fu la risonanza che certe ideologie ebbero allora, da determinare il modello politico di riferimento pro o contro queste. Ma a questo punto non è più possibile pensare al Fascismo come ad una categoria a sé stante; deve essere paragonato ad altri modi di pensare e ad altri regimi per poter trarre una conclusione che porti ad un giudizio, anche se senza la pretesa di essere ultimativi.
Ora non vi è dubbio che il Fascismo sia stato usato e sia usato tuttora come termine di paragone negativo; lo storico Stanley G. Payne ritiene che il termine fascismo rimanga “probabilmente il più vago tra i termini politici di maggiore importanza”. Lo studioso ipotizza che ciò potrebbe derivare dal fatto che esso non contiene riferimenti politici espliciti, come avviene con altre parole quali democrazia, liberalismo, socialismo e comunismo. E aggiunge che esso è stato considerato “uno dei peggiorativi politici utilizzati più di frequente” con l’intenzione di suggerire l’idea della violenza, della dittatura. Ma se tutto ciò è vero – aggiunge provocatoriamente Payne – se cioè il termine fascismo non significa null’altro che questo, allora i regimi comunisti, per esempio, “dovrebbero essere, con ogni probabilità, classificati tra i più fascisti”. Ci chiediamo quindi, noi poveri mortali, il Comunismo è stato il più fascista dei regimi fascisti? E, per seguire il ragionamento di Payne che si chiede quale sia il rapporto tra l’uso del termine fascismo e l’idea di violenza, qual è il metro per misurare il grado di violenza di un regime? Forse il numero dei morti provocati in modo “non accidentale” ? Ma in questo caso il Comunismo non ha rivali, surclassa anche il Nazismo, non solo il Fascismo.
E quel che è peggio, è l’uso denigratorio del termine senza tenere conto dell’eventuale scala di scelleratezze compiute, tanto che i peggiori additano continuamente i “meno peggio”, se così si può dire, per nascondere le loro colpe immensamente più grandi. C’è quindi un disegno aprioristico, l’emissione di un giudizio fuori da un’analisi attenta dei fatti e degli accadimenti, forse perché la realtà sarebbe in grado di mettere in imbarazzo chi emette il giudizio; ed a questo proposito vorrei ricordare l’affermazione del filosofo della storia François Furet: “Ricordiamoci che il giudizio morale deve seguire la conoscenza dei fatti non precederla”.
Ora però dobbiamo trarre le conclusioni e, pur essendosi lasciati trascinare nel discorso, non possiamo che dedurre una “non relazione” tra un “assoluto” ed un fatto storico, sul quale potremmo spendere fiumi di parole, ma con la certezza che non arriveremo mai ad un collegamento logico fra i due termini del discorso: la Storia non produce “assoluti”, registra solo gli accadimenti messi in atto dagli uomini.
A questo punto occorre affermare che l’abuso della parola è la misura dell’inconsistenza di chi l’ha pronunciata. Se la nostra lingua è unanimemente definita la più razionale al mondo, ci sarà un perché, e non è certo accostando parole a caso che si rende più comprensibile un concetto.
Cambiare idea è cosa legittima, ma non c’è bisogno di rendersi ridicoli.
Flavio Agostoni
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martedì 14 ottobre 2008
CONGRESSO PROVINCIALE
Comunicazione a tutti i partecipanti
Il congresso provinciale si terrà presso la Sala Maddalena in via Santa Maddalena 7, nel centro di Monza, il giorno 18 Ottobre 2008, alle ore 15:00
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mercoledì 8 ottobre 2008
Appuntamento a Monza con On. Francesco Storace
Carissime/i iscritte/i e militanti,
vi informiamo che SABATO 11 OTTOBRE p.v. il Ns. Segretario Nazionale, On. Francesco Storace alle ore 15, sarà a Monza, per un'importante appuntamento organizzata dalla Federazione,
on. Francesco Storace
prof.ssa Edda Ceraso - portavoce provinciale di Monza e Brianza
on. Alberto Arrighi.
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martedì 7 ottobre 2008
Quarant'anni fà il Sessantotto
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lunedì 19 maggio 2008
Una cena tutti insieme
la sezione di Meda de "LA DESTRA" è lieta di annunciarvi la cena per il giorno 06.giugno.2008 venerdi, con tutti i ns cari e amici al ristorante "TRATTORIA DAL KING" in Via Marconi, 54 - 20042 Albiate - ore 20:00 (il locale è tutto nostro)
il ricco menu della serata è il seguente
- Antipasto della casa MARE e MONTI
- Primi piatti bis FARFALLE TRICOLORE PANNA E PISELLI & GNOCCHETTI TRICOLORE PESTO ROSSO
- Secondo MAIALINO AL FORNO con PATATE
- Vino BIANCO e VINO NERO - selezione ns cantina
- Dessert torta con il simbolo de "LA DESTRA"

prezzo 25,00 €
vi chiediamo gentilmente di dare conferma entro 31.05.2008.
all'indirizzo e-mail ladestra.meda@hotmail.it
oppure
al nr cell 346.3708844 Galiano.V
al nr cell 335.6048056 Tijen
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giovedì 10 aprile 2008
un voto al Senato e uno alla Camera
E PER QUESTO VOTIAMO "LA DESTRA"
SANTANCHE’, BUONOCORE SAREBBE UOMO DI PARTITO? CHAPEAU
ROMA, 8 APR - ”E Buonocore sarebbe uomo di partito? Chapeau. Davvero complimenti…”. E’ il commento di Daniela Santanche’, candidata premier della Destra, all’invito fatto da Luciano Buonocore, garante degli iscritti del partito, a votarePdl al Senato per evitare il pareggio. ”E’ certo che la sua non e’ la linea del partito, anche perche’ noi siamo certi che supereremo la soglia dell’8% al Senato”, dice la Santanche’. La candidata premier della Destra esprime poi solidarieta’ a Francesco Storace: ”Soffro per lui - afferma - perche’ a discapito di tutti aveva creduto in Luciano Buonocore”.
pubblicato sul sito "Storace" il 08 Aprile 2008
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martedì 18 marzo 2008
Consigliere comunale dà le dimissioni da Alleanza Nazionale, per aderire nel partito LA DESTRA
Vi riportiamo la sua dichiarazione in consiglo comunale
" Io sottoscritto Giorgio Mastrapasqua, dopo lunga e sofferta rifflessione annuncio in quest'aula le mie dimissioni da Alleanza Nazionale un partito ormai privo di ogni identità e che non rappresenta più i miei valori di uomo di destra
Il Presidente Gianfranco Fini dopo aver affermato che non avrebbe sciolto Alleanza Nazionale, senza un congresso e senz preoccuparsi di ascoltare il parere degli iscritti, entra nel Popolo delle Libertà rinunciando al proprio simbolo quasi si vergognasse di quella Fiamma Tricolore rappresentata sulle nostre bandiere.
Questo voltafaccia ha di fatto sancito la fine di Alleanza Nazionale spostandone l'asse verso il centro e cancellando in un attimo la storia ultradecennale del nostro partito tradendo così tutti coloro che come me hanno combattuto e sofferto per la salvaguardia dei propri ideali.
Per me che ho militato per molti anni nel M.S.I. di Giorgio Almirante dove con coerenza e fede ho combattuto per la nostra causa, tutto questo è inaccettabile e quindi non intendo più continuare la mia militanza in Alleanza Nazionale, sempre che questa esista ancora. La mia coscienza e la mia coerenza prima di tutto.
Non esiste quindi nessun Gianfranco Fini che possa farmi rinnegare quel giuramento mai scritto fatto a Giorgio Almirante nel momento in cui con orgoglio entravo a far parte della Destra Italiana perseguendo quegli interessi comuni che sono la guida dei nostri ideali e che per nessuna ragione intendo rinunciare.
Non intendo rinnegare il mio passato e no intendo tradire il mio elettorato.
Da questo momento quindi confluisco nel partito "La Destra" che rappresenterò in Consiglio Comunale garantendo fin d'ora un'opposizione costrutiva nell'interesse dei cittadini. "
Giorgio Mastrapasqua
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mercoledì 12 marzo 2008
Calendario GAZEBO a Meda de LA DESTRA e programma elettorale
Carissimi amiciVi comunichiamo che nei giorni seguenti si terranno le ns manifestazioni tramite gazebo illustrativo nei seguenti luoghi e date,
Meda 29.Marzo.2008 - ore 14:30 in Via Indipendenza nelle vicinanze del sottopassoinoltre
Meda 15.Marzo.2008 - ore 14:30 in Via Indipendenza nelle vicinanze del sottopasso

Vi informiamo che per le iniziative nel Comune di Seveso potete collegarVi al sito http://ladestraseveso.blogspot.com/ (Gazebo 23.Febbraio.2008 e 01.Marzo.2008 in piazza Confalonieri - Seveso)
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«Quella della destra è solo una mossa politica per le elezioni di Seveso»
«Quella della destra è solo una mossa politica per le elezioni di Seveso»
«Il Consiglio comunale su Pedemontana è solo una mossa politica in vista delle prossime elezioni comunali di Seveso».
A intervenire è il sindaco leghista, Giorgio Taveggia, che ha così motivato la decisione di non convocare la seduta: «La richiesta da parte delle destra pare essere un attentato alla nostra intelligenza politica – ha dichiarato il primo cittadino – Pensano di utilizzare lo strumento del Consiglio per la compagna elettrorale che si sta svolgendo a Seveso. Sicuramente è un atto insensibile nei confronti di chi sta governando la città».
Guido Della Frera di Forza Italia, responsabile a Seveso della campagna elettorale, ha infatti dichiarato di voler sostenere l’interramento delle ferrovie che potrebbe essere ottenuto con una variante alla Pedemontana: «E’ vero che la precedente Amministrazione di Adelio Asnaghi ha prodotto una delibera ma non ha fatto nulla né prima né dopo tale documento. Noi siamo aperti al dialogo solo con forze intelligenti e moderate che dimostrano lungimiranza e intuito politico e che perseguono gli interessi della nostra città. Non dimentichiamo i cinque anni appena passati in cui si è detto e fatto contro il sottoscritto e la Lega. Noi ci rivolgeremo soltanto a quei partiti dalla forte identità politiche e intellettuale. Ad esempio stiamo guardando con molta attenzione al nuovo movimento de “La Destra”». «Abbiamo definito la convocazione del Consiglio inutile e tardiva perché oramai buona parte dei giochi sono stati fatti – ha aggiunto l’assessore ai Lavori pubblici, Luca Santambrogio - Si sarebbe potuto fare di più negli anni precedenti. Se poi si vuole coinvolgere i cittadini, il Consiglio, dove non possono intervenire, si dimostra un mezzo sterile mentre in un’assemblea pubblica si potrà avere una partecipazione diretta. Fin dall’inizio siamo stati favorevoli a ciò».
«Il Consiglio comunale su Pedemontana è solo una mossa politica in vista delle prossime elezioni comunali di Seveso».
A intervenire è il sindaco leghista, Giorgio Taveggia, che ha così motivato la decisione di non convocare la seduta: «La richiesta da parte delle destra pare essere un attentato alla nostra intelligenza politica – ha dichiarato il primo cittadino – Pensano di utilizzare lo strumento del Consiglio per la compagna elettrorale che si sta svolgendo a Seveso. Sicuramente è un atto insensibile nei confronti di chi sta governando la città».
Guido Della Frera di Forza Italia, responsabile a Seveso della campagna elettorale, ha infatti dichiarato di voler sostenere l’interramento delle ferrovie che potrebbe essere ottenuto con una variante alla Pedemontana: «E’ vero che la precedente Amministrazione di Adelio Asnaghi ha prodotto una delibera ma non ha fatto nulla né prima né dopo tale documento. Noi siamo aperti al dialogo solo con forze intelligenti e moderate che dimostrano lungimiranza e intuito politico e che perseguono gli interessi della nostra città. Non dimentichiamo i cinque anni appena passati in cui si è detto e fatto contro il sottoscritto e la Lega. Noi ci rivolgeremo soltanto a quei partiti dalla forte identità politiche e intellettuale. Ad esempio stiamo guardando con molta attenzione al nuovo movimento de “La Destra”». «Abbiamo definito la convocazione del Consiglio inutile e tardiva perché oramai buona parte dei giochi sono stati fatti – ha aggiunto l’assessore ai Lavori pubblici, Luca Santambrogio - Si sarebbe potuto fare di più negli anni precedenti. Se poi si vuole coinvolgere i cittadini, il Consiglio, dove non possono intervenire, si dimostra un mezzo sterile mentre in un’assemblea pubblica si potrà avere una partecipazione diretta. Fin dall’inizio siamo stati favorevoli a ciò».
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martedì 19 febbraio 2008
La destra c'è
PROGRAMMA ELETTORALE
della lista
LA DESTRA – FIAMMA TRICOLORE
ELEZIONI POLITICHE DEL 13-14 APRILE 2008
PREMESSA
I Movimenti politici “La Destra” e “Fiamma Tricolore” hanno deciso di unire le proprie forze, i propri simboli e le proprie storie per candidarsi con un’unica lista e un programma comune alle elezioni politiche del prossimo aprile.
“La Destra-Fiamma Tricolore” si candida a guidare l’Italia nella prossima Legislatura consapevole della necessità storica per il popolo italiano di continuare ad avere nelle massime istituzioni rappresentanti della storia della Destra sociale e nazionale, politica e culturale, che ne sappiano tramandare valori e principi in questa era difficile e di transizione, senza cadere nel tranello di chi, facendosi interprete di un pensiero unico, nell’economia come in politica, commette un tragico errore unico. Riteniamo che la semplificazione del quadro politico, la governabilità e la crescita del nostro Paese non risiedano affatto nella riduzione degli schieramenti politici a due soli soggetti che tendono ad assomigliarsi sempre più offrendo al nostro popolo soltanto la misera idea di un’alternanza di oligarchie e non quella di un’alternativa credibile per la risoluzione positiva dei tanti, troppi, problemi che ancora affliggono la nostra Patria.
I valori e principi che ci animano e che ci uniscono in questa battaglia comune si qualificano nel:
concepire la Libertà innanzitutto come concreto esercizio di Diritti – della persona, delle comunità, dei popoli – in coesistenza delle dimensioni del Sacro e del Bello; le scelte individuali con le politiche per la famiglia come cellula fondamentale del più vasto corpo sociale; la politica per il popolo, con il popolo e non per il potere, identificando i linguaggi e gli strumenti più adatti a ri-costruire un dialogo politico scomparso da decenni;
promuovere la libertà e il dialogo tra le religioni senza gettare benzina sul fuoco dello scontro di civiltà, scongiurando il rischio concreto di una perdita dei valori profondi della nostra civiltà – che è romana e cristiana, e affonda le sue radici nel Diritto naturale – in nome di quel relativismo laicista, ultimo ariete del degrado nichilista;
pensare uno Stato nuovo, non più astratto contratto tra individui atomizzati ma patto tra le generazioni presenti, quelle passate e quelle a venire, comunione ereditaria tra corpi intermedi, comunità e autonomie locali, sistema delle imprese e persone; uno Stato capace di arginare il potere anonimo e senza volto delle grandi centrali finanziarie e multinazionali, dei poteri sovranazionali privi di legittimazione politica e democratica; uno Stato capace di affermare che la politica – se tale vuole essere – non può ridursi esclusivamente al rango di curatrice fallimentare dell’amministrazione; uno Stato che promuova la cultura della legalità e fornisca ai cittadini una giustizia finalmente rapida ed efficiente;
contrastare l’idea materialista che vede il Lavoro esclusivamente in ragione della sua funzione economica, consapevoli che il lavoro è anche e soprattutto creazione, arte, cultura ed è intimamente radicato nei luoghi e nelle comunità locali in cui si esplica;
riportare la persona, il lavoratore, al centro dei processi economici e produttivi, consapevoli che il prodotto è comunque e sempre frutto del lavoro umano e non può avere mai la medesima dignità dell’uomo che lo ha lavorato e prodotto, e che per questo vanno incentivati tutti i modelli che tendono a forme di partecipazione del lavoratore al capitale dell’ impresa;
fuggire l’idea che la Vita possa ridursi al mercato, nuova forma di idolatria che caratterizza gli adepti di quell’ideologia mercatista che si va diffondendo e che rappresenta la sintesi aberrante dei peggiori presupposti del meccanicismo marxista con il substrato di fondo di certo liberismo materialista;
promuovere fermamente l’ampia partecipazione del mondo femminile nella vita politica e del lavoro non solo tramite la legittima affermazione dei diritti delle donne ma soprattutto attraverso un rinnovato apprezzamento di quei valori autenticamente femminili per i quali la donna è intesa quale patrimonio costitutivo e fondante della società nel suo ruolo civile, culturale, istituzionale e di motore propulsivo della famiglia;
vivere l'identità e l’appartenenza nazionale come missione, superando lo sconfittismo e l’idea del declino, nel rispetto delle molteplici identità locali, delle tante piccole patrie che tutte contribuiscono pienamente a definirci, insieme e a fianco del sogno europeo, della naturale ambizione mediterranea e di una vocazione universale che trova le sue fondamenta nella nostra storia più antica;
pensare, di fronte ai fenomeni migratori e alle necessità di sostegno di cui il mondo occidentale si deve fare carico, la costruzione di un modello anti-xenofobo che, lungi dall’essere multiculturalista, rifugga la falsa idea di facili integrazioni estranee alla cultura dei doveri, che sappia scegliere a chi offrire ospitalità per una più facile convivenza di culture e che, nel tempo, senza pretese materialiste, possa arrivare a sviluppare un modello di identità arricchita, sul presupposto dell’esistenza di un dato culturale e antropologico, legato alla terra, alla cultura e alla storia, dal quale non si può prescindere – l’identità – che va affermato non in negazione dell’identità altrui ma come presupposto necessario di relazione e di rispetto dell’altro da noi, e contemporaneamente pensare a politiche di cooperazione che aiutino le popolazioni più bisognose a restare nei propri Paesi evitando l’impoverimento e uno sradicamento carico di angosce.
Sulla base di questi principi che ci uniscono, riteniamo di dover offrire al nostro popolo la possibilità di scegliere sulla base degli impegni di questo programma che ci unisce e che tutti i nostri candidati al Parlamento si impegnano a rispettare – e a non tradire - nella prossima legislatura.
VALORI
Per noi la Vita è Sacra. Senza dubbi né esitazioni. Al centro della nostra proposta politica vi è la Persona, dal concepimento alla morte, con i suoi diritti e la sua dignità.
Rivedere l’applicazione della Legge 194: intendiamo rendere efficace la parte sulla “prevenzione” della L.194, con riferimento agli artt. 2 e 5 che sanciscono il ruolo di “prevenzione rispetto all’aborto” dei consultori, al fine di rendere effettiva la Difesa della vita dal “concepimento” e non, in termini equivoci, “dall’inizio” come è oggi. Trasformare –
secondo lo spirito della Legge – i Consultori in luoghi di sostegno e orientamento alla vita e non all’interruzione volontaria di gravidanza.
Tutela della famiglia tradizionale: consapevoli della necessità di regolamentare i rapporti di Diritto privato che scaturiscono dalle diverse forme di unione di fatto, vogliamo ribadire la nostra ferma opposizione a formule tipo DICO e PACS, che investono il Diritto pubblico oltre alle finanze dello Stato.
SICUREZZA E IMMIGRAZIONE
Certezza della pena- Revisione della Legge Gozzini e riduzione dei benefici di legge in relazione alla carcerazione per tutti quei reati che creano allarme sociale; stretti controlli sull’applicazione della pena; introduzione obbligatoria del “braccialetto elettronico” per accedere ai programmi di reinserimento sociale per i detenuti. No ad ogni nuovo indulto e/o amnistia
Lotta durissima tanto contro la microcriminalità ( vera e propria piaga endemica diffusa su tutto il nostro territorio nazionale) quanto contro il crimine organizzato e il racket con innalzamento delle pene oggi previste.
Tolleranza zero contro lo spaccio di stupefacenti – innalzamento della pena fino all’ergastolo per i grandi spacciatori.
Castrazione chimica per i pedofili - Inasprimento delle pene per i reati di violenza carnale.
Togliere la prostituzione dalle strade: abolire la Legge Merlin e al contempo contrastare pesantemente lo sfruttamento della prostituzione da parte della criminalità.
Subordinare la concessione del “permesso di soggiorno lavorativo” alla firma di accordi bilaterali con gli Stati di origine relativamente allo scontare nelle carceri di quei paesi le pene per eventuali reati commessi in Italia dagli immigrati. Rilevazione delle impronte digitali e del DNA per tutti gli stranieri extracomunitari che chiedano un permesso di soggiorno superiore ai 6 mesi di permanenza sul territorio nazionale. Mappatura completa del fenomeno migratorio in Italia e blocco di ogni ipotesi di sanatoria più o meno mascherata.
Ospitalità nei campi nomadi inderogabilmente legata alla dimostrazione della possibilità di mantenimento per sé e il proprio nucleo familiare.
Rafforzamento dell’ordine sociale anche attraverso politiche che riconoscano alle forze armate e alle forze dell’ordine (e più in generale, a chiunque operi come pubblico ufficiale nell’ambito delle sue competenze), ruolo, dignità e possibilità operative con adeguata considerazione delle necessità di struttura, logistica e personale. All’uopo considerando e risolvendo problemi alloggiativi, adottando politiche salariali adeguate allo status e all’operato, provvedendo al riordino e alla riqualificazione della carriere, e all’eliminazione del precariato, tanto nelle forze armate che dell’ordine.
Basta con i fogli di via che diventano carta straccia. Espulsione reale ed immediata con provvedimento del Prefetto di tutti i clandestini che girano in Italia senza regolare permesso di soggiorno. Applicazione del reato di riduzione in schiavitù nei confronti degli scafisti.
Albo delle moschee e registro pubblico degli Imam. Edificazione di luoghi di culto estranei alle ipotesi concordatarie subordinata all’approvazione del Ministero dell’Interno oltreché all’autorizzazione del Sindaco e introduzione per legge dell’obbligo di pronunciare i sermoni in lingua italiana allo scopo di scongiurare il fomento dell’integralismo religioso. Divieto di indossare il velo islamico nelle scuole e comunque alle minorenni.
No a qualsivoglia riduzione dei tempi necessari all’ottenimento della cittadinanza italiana.
No al diritto di voto amministrativo per i residenti privi di cittadinanza.
Preferenza nazionale nell’assegnazione degli alloggi e nella scuola di ogni ordine e grado, a partire dagli asili nido e dalla scuola materna.
No all’ingresso della Turchia nella Comunità europea.
GIUSTIZIA
Separazione funzionale delle carriere tra Magistratura inquirente e magistratura requirente.
Per evitare l’attuale degenerazione delle correnti della Magistratura, che deve rimanere così indipendente anche dalla “casta” dei magistrati politicizzati, proponiamo l’elezione a sorteggio dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura tra coloro che ne hanno i requisiti.
Aumentare efficienza e soprattutto rapidità del corso della Giustizia sia per ciò che concerne l’azione penale sempre e comunque doverosamente orientata ai criteri di “certezza del diritto-certezza della pena” sia per ciò che concerne lo scandaloso stato in cui si trova la “giustizia civile”. Completamento della riforma del codice di procedura civile: snellimento dei tempi di definizione delle cause e forme di incentivo alle procedure extra-giudiziali.
GIOVANI E DONNE
Tassazione straordinaria di banche, assicurazioni, stock options di manager e utilizzazione dei proventi del cosiddetto “signoraggio bancario” finalizzati a:
- finanziare il “mutuo sociale” per l’acquisto dell’abitazione;
- contribuire al pagamento degli interessi dei mutui ventennali a tasso agevolato della prima casa popolare (costruita da enti pubblici) delle giovani coppie;
- sostenere la nascita di nuove imprese gestite da giovani, anche attraverso la sperimentazione di un periodo “no tax” per le nuove iniziative imprenditoriali e professionali giovanili;
- defiscalizzare di un terzo il lavoro femminile per arrivare alla pari retribuzione tra donne e uomini.
SVILUPPO: IMPRESA, AGRICOLTURA, LAVORO, ENERGIA
Siamo decisamente a favore dell’introduzione in Italia della flat tax, con una aliquota unica non progressiva, che si sostituisca alle odierne Irpef e Ires e sia dunque valida per i redditi di qualunque tipo, senza distinzione tra persone fisiche e imprese. La drammatica situazione dei conti pubblici non ci consente di proporre immediatamente l’applicazione della flat tax ai redditi delle persone fisiche, il cui gettito nell’anno 2006 è stato di 150 miliardi e 248 milioni di euro, pari al 34,8% di tutte le imposte incassate da tutte le pubbliche amministrazioni. L’applicazione della flat tax ai redditi delle persone fisiche, però, rimane nel medio periodo il nostro obiettivo. Proponiamo invece di iniziare immediatamente questo cammino virtuoso applicando la flat tax al reddito delle persone giuridiche, il cui gettito nel 2006 è stato di 35 miliardi e 915 milioni di euro, pari all’8,3% di tutte le imposte incassate da tutte la PA. La percentuale obiettivo che intendiamo proporre è del 20% da raggiungere in tre anni, riducendo del 2,5% all’anno l’attuale aliquota del 27,5%. Inoltre prevediamo, allo scopo di ridurre il numero dei “lavoratori precari”, altre agevolazioni ed incentivi, strutturati in modo da non configurare la fattispecie di “aiuti di stato”, per le imprese che assumeranno un certo numero variabile di lavoratori a tempo indeterminato.
Contrattazione decentrata per introdurre la Partecipazione agli utili d’Impresa attraverso:
Minimo salariale inderogabile per tutti i tipi di lavoro;
Incrementi retributivi (secondo il principio della Partecipazione) legati alla produttività dell’Azienda e contrattati “in loco” tra le parti.
Ulteriori forme di incentivazione fiscale in considerazione dell’aumento del “tasso partecipativo agli utili”.
Detrazione degli utili reinvestiti in ricerca e formazione.
Introduzione di clausole sociali e ambientali per le importazioni da quei Paesi che non rispettano i Diritti dei lavoratori e i doveri di Tutela dell’Ambiente in relazione agli standard europei con conseguente tassazione maggiorata al fine di tutelare la produzione italiana da forme di concorrenza sleale de facto.
Per le Piccole Imprese, le imprese artigiane e i commercianti al dettaglio: accelerazione dei rimborsi Iva a 60 giorni, per lasciare liquidità all’impresa; inoltre, al fine di evitare un’ulteriore penalizzazione per quelle imprese che soffrono problemi di liquidità dovuti all’insolvenza dei clienti proponiamo che il versamento dell’Iva sia dovuto solo dopo il reale incasso della fattura; graduale e progressiva abolizione dell’Irap, a partire dall’Irap sul costo del lavoro e sulle perdite.
Revisione degli automatismi su cui si basano gli studi di settore (che sono particolarmente penalizzanti per i giovani professionisti) e che vanno legati al territorio e non decisi esclusivamente a livello centrale.
In merito allo sviluppo dell’Agricoltura italiana La Destra-Fiamma Tricolore intende farsi, in modo più propositivo e concreto rispetto ai governi del passato, vessillifera di una politica di difesa della qualità del prodotto italiano, del made in italy, imponendo, tramite un accordo internazionale da raggiungere in sede di WTO, la lotta all’agropirateria che danneggia nel mondo soprattutto la nostra agricoltura ed i suoi prodotti di qualità più noti;
per questo proporremo la multifunzionalità in agricoltura attraverso una legislazione capace di dare agli agricoltori più concrete possibilità di integrazione al proprio reddito agricolo. Dopo la felice esperienza dell’agriturismo vi è da rendere più concreto e remunerativo, con una opportuna legislazione, l’apporto degli agricoltori alla tutela dell’ambiente.
Immediata riduzione dell’Iva sul turismo al fine di incentivarne lo sviluppo tanto sul mercato interno quanto nella capacità di attrarre nuovi turisti stranieri.
Sulla strada dello sviluppo dell’autonomia energetica, nella necessità di continuare i programmi già avviati di approvvigionamento energetico e intraprendere iniziative di partecipazione ai progetti europei sul nucleare di ultima generazione, riteniamo sia un dovere dello Stato favorire la nascita di una nuova filiera industriale basata sullo sfruttamento delle energie rinnovabili insieme e a fianco alla creazione di una rete di microgenerazione distribuita fatta di piccoli impianti, armonizzati sul territorio che vedano la responsabilizzazione e il favore delle comunità locali
TRASPARENZA FISCALE
Noi siamo certi che il problema in Italia sia quello di ridurre l’esorbitante spesa pubblica senza dover per questo tagliare la “spesa sociale” che spesso è già inferiore a quella del resto dei Paesi europei. Vogliamo che i proventi della tassazione siano spesi per i cittadini e non per la “casta”.
Per questo proponiamo un serio Federalismo fiscale: perché vogliamo che si sappia chi paga le tasse, regione per regione, e come le pubbliche amministrazioni usano quei soldi.
Ferma restando naturalmente la tutela dei diritti civili e sociali di tutti i cittadini, una riforma fiscale seria che alleggerisca la pressione su cittadini e imprese, improntata a criteri di trasparenza e territorialità, deve consistere nell’identificare i compiti operativi e i compiti legislativi dello Stato, che saranno alcuni "esclusivi" e altri "concorrenti"con le Regioni, alle quali spetta la responsabilità delle altre leggi. Questo non è "caos", ma è competizione tra Regioni a chi amministra meglio, a dove la qualità della vita è migliore, a dove si attirano più investimenti e a dove c'è più sicurezza e meno ladri a piede libero.
I compiti operativi dello Stato centrale devono essere ridotti e valutati a costi standard
I compiti dello Stato saranno finanziati con una delle due tasse nazionali.
La prima è la "tassa per pagare i servizi dello Stato", la seconda tassa nazionale è la "tassa per la solidarietà”. La pagano tutti, il gettito va in un "piatto comune". Si calcola il PIL medio pro-capite nazionale. Le regioni che lo superano non ricevono niente. Quelle dove si genera un PIL pro capite inferiore alla media nazionale incassano quote della "tassa per la solidarietà", a condizione che non vi sia significativa evasione fiscale e contributiva Il calcolo non viene effettuato sui valori nominali, ma sulla base del "potere d'acquisto". Tutto il resto, tutte le altre tasse, sono stabilite e gestite dalle Regioni in base ad un principio della concorrenza fiscale tra le Regioni alle quali spetta decidere quanti servizi fornire ai residenti ( cittadini, imprese, associazioni ecc). La pressione fiscale varierà in funzione delle scelte degli amministratori regionali.
LOTTA AL CARO VITA
Bloccare l’automatismo della gravazione dell’Iva sulle accise dei carburanti in relazione alle oscillazioni del prezzo della benzina, fissando dei limiti rivedibili in base all’andamento dell’indice Istat e impedendo l’odioso meccanismo della “tassa sulla tassa” che ha contribuito nei soli ultimi due anni ad aumentare di ulteriori 16 centesimi al litro il costo della benzina verde .
Abolizione del “canone Rai” , vera e propria tassa ingiusta nei confronti dell’intera cittadinanza.
Blocco degli aumenti delle tariffe di luce, gas e telefono per due anni.
Introdurre il quoziente basato sul reddito familiare complessivo delle famiglie come criterio di base per il prelievo fiscale, in ragione anche della presenza di disabili e anziani a carico del nucleo familiare.
Realizzazione di patti concertativi con le categorie per diminuire il prelievo fiscale alle imprese italiane e ai commercianti che ridurranno i prezzi dei generi di prima necessità
MUTUO SOCIALE
Intendiamo affermare in ogni sede il principio per cui ogni famiglia italiana ha diritto alla proprietà della propria abitazione, senza sottostare a meccanismi di impoverimento del reddito familiare attraverso la pratica usurante degli affitti o la stipula di mutui classici che arricchiscono soltanto le banche e mettono a serio rischio, come dimostrano i più recenti avvenimenti, il futuro di centinaia di migliaia di famiglie.
Non è attraverso forme di controllo del prezzo degli affitti che si risolve l’emergenza abitativa ma attraverso l’istituzione del Mutuo sociale, a cui possano avere accesso quelle famiglie che necessitano di abitazione e in cui nessun membro sia proprietario di immobili, attraverso cui comprare case pubbliche a prezzo di costo senza passare attraverso le banche.
ACQUA BENE PRIMARIO
L’acqua è un bene primario della nazione e di prima necessità per il nostro popolo, e in tal senso lo consideriamo di interesse strategico dello Stato.
Per questo motivo – e diversamente da altri settori - riteniamo sia doveroso considerare l’acqua, la sua gestione, la sua distribuzione e la vendita al consumatore un “bene pubblico” meritevole della massima tutela da parte dello Stato, delle Regioni e degli Enti Locali.
Gli interessi dei privati in questo settore non possono prevalere rispetto all’interesse generale.
Le politiche di privatizzazione delle acque vanno completamente riviste anche al fine di ritornare a tariffe di vendita che non penalizzino il consumatore e contemporaneamente tutelino questo bene pubblico.
Le aziende pubbliche che gestiscono e distribuiscono l’acqua devono rimanere o devono nuovamente essere riconvertite in un capitale di azienda totalmente pubblico, senza alcuna infiltrazione di privati. Tutti i cittadini-consumatori saranno a loro volta soci dell’azienda. Il “maggiore azionista” rimarranno gli enti locali preposti, che dovranno gestire l’azienda nell’interesse comune.
SANITA’
Riteniamo che - anche creando un rapporto virtuoso tra sanità pubblica e sanità privata, coinvolgendo Stato e Regioni – vada potenziato innanzitutto il Sistema pubblico della sanità: intervenendo per rimuovere tutte le incrostazioni burocratiche, controllando fortemente le spese inutili e rimuovendo i deficit di sistema, ma sempre tenendo al centro il cittadino-paziente, garantendo in particolare ai non abbienti la possibilità di scegliere dove e come farsi curare, garantendo anche a chi non è nelle condizioni economiche per farlo privatamente di essere curato e assistito secondo criteri qualitativi e di eccellenza.
Riteniamo sia necessaria una vera e propria “rivoluzione” nel campo della sanità che non può poggiare esclusivamente su criteri di privatizzazione, ma in base al principio di sussidiarietà, deve poter contare sul coinvolgimento della cittadinanza organizzata in forma associativa per aiutare, sostenere, tutelare i pazienti: in altre parole tutte quelle attività extra-ospedaliere a beneficio dei pazienti, spesso ignorate dal sistema Pubblico ma apprezzate dai cittadini e necessarie alla qualità della vita dei pazienti.
Le Associazioni meritevoli devono essere individuate, ed a loro deve essere affidato, attraverso la stipula di convenzioni, un pezzo di sanità e di sostegno al sociale; non parliamo dei soliti contributi a pioggia ai “furbetti delle cooperative” od agli amici degli amici: parliamo di meritocrazia.
Chi lavora bene, nell'interesse dei pazienti, e fa risparmiare denaro allo Stato, va individuato, coinvolto nei processi decisionali e premiato.
E questo vale nel campo della salute, come dell’assistenza ai bisognosi e agli anziani, nel recupero degli emarginati e dei tossicodipendenti: il “terzo settore”, il volontariato sociale, la società civile organizzata per la tutela di chi ha meno sono anch’essi pilastri che la Destra considera fondamentali per l’edificazione di un nuovo Stato Sociale.
Per ciò che concerne la nomina dei manager del settore sanitario riteniamo che essa debba essere basata esclusivamente su criteri di capacità e merito e non in base all’odioso principio delle nomine partitiche.
ISTRUZIONE
Ridare fiducia al corpo docente nelle scuole di ogni ordine e grado, premiando chi più si impegna e merita, al fine di gratificare maggiormente chi occupa un ruolo così dlicato come l’insegnamento e migliorare gli standard scolastici.
Se uno slogan fortunato del passato prevedeva le 3 “i” di inglese, internet e impresa come elementi centrali di un ragionamento modernizzatore per la scuola italiana, noi crediamo che vada oggi invece posto l’accento su una quarta “i”, quella di “Identità” che deve tornare orgogliosamente nei programmi scolastici e che non può più venir annientata dalla cultura post-sessantottina che vuole educare i nostri figli come individui sradicati, cosmopoliti e privi della conoscenza della propria storia e della propria memoria (autentiche basi su cui costruire con successo il proprio futuro) senza capacità critica, in una scuola massificata che continua a rifiutare il merito come primo ed essenziale elemento di selezione e avanzamento negli studi.
Identità: a maggior ragione ribadiamo questo nostro pensiero nel momento in cui sempre più sono compagni di classe degli studenti italiani migliaia di immigrati e i loro figli.
Ribadiamo la nostra assoluta contrarietà all’insegnamento del Corano o di qualsivoglia altra Religione diversa da quella Cattolica nelle scuole statali e crediamo sia invece doveroso introdurre l’obbligo di studiare la cultura e la civiltà giuridica del nostro Paese proprio al fine di non creare sacche di emarginazione tra gli studenti di culture e religioni diverse
Proponiamo l’abolizione dei test di ingresso all’Università: i criteri di selezione dei “capaci e meritevoli” devono avvenire principalmente attraverso la valutazione del curriculum studiorum
FIDUCIA NELLO STATO
Tutti i rimborsi/debiti che lo Stato (amministrazioni centrali e locali) ha nei confronti sia delle persone fisiche che delle persone giuridiche devono essere liquidati entro e non oltre sei mesi, eventualmente anche con titoli dello Stato. Il provvedimento interessa ad esempio tutti i rimborsi IVA - IRPEF- IRPEG e tutte quelle aziende che lavorano per lo Stato, dagli ospedali alle manutenzioni delle strade.
OPERE PUBBLICHE
Parere consultivo – e non più vincolante - delle Sovraintendenze e degli Enti locali per tutte quelle opere di grande interesse pubblico e sociale.
Costruire tutte le opere pubbliche necessarie a mantenere l’Italia ai livelli europei, dall’Alta Velocità, ai porti, alle reti stradali e autostradali. Se non si fanno tutte le infrastrutture necessarie l’Italia sarà presto fuori dai mercati europei e internazionali.
Con particolare riferimento al Mezzogiorno d’Italia: è nostra convinzione che con un Sud rinnovato, con autonoma capacità di sviluppo, capace di trovare finalmente una propria vocazione di crescita tutta l’Italia ne trarrà benefici immensi. Questione settentrionale e questione meridionale si risolvono insieme, nella capacità di dare risposte ai problemi concreti: un’Italia a due velocità nel mondo dell’economia globalizzata non va da nessuna parte, è solo un treno che deraglia. Per questo crediamo che il Sud necessiti di particolare attenzione nella realizzazione di tutte quelle opere pubbliche che possano essere utili alla sua rinascita. Dalla rete idrica per l’agricoltura fino alla realizzazione di infrastrutture turistiche, dalla attenzione al rispetto del territorio fino alla riconversione dei vecchi e ormai dismessi mega-poli industriali.
AMBIENTE
L’Ambiente per la noi è innanzitutto un bene comune da salvaguardare, tutelare, difendere e sostenere, ma è anche un’occasione, per una nazione come l’Italia, tra le più ricche al mondo in quanto a patrimonio ambientale e culturale, una nuova occasione di sviluppo.
In questo senso la Destra-Fiamma Tricolore ritiene di dover dar vita ad una politica ambientale capace di far coesistere in maniera sinergica la tutela della natura con le attività umane.
Di fronte allo scempio dei rifiuti in Campania di cui riteniamo responsabili i governi locali di centro-sinistra è dovere dello Stato adottare provvedimenti normativi per la riduzione a monte dei rifiuti, favorire il riciclo e il riutilizzo delle materie attraverso la diffusione su tutto il territorio nazionale della raccolta differenziata e, realizzando un ciclo industriale realmente integrato, procedere alla realizzazione di termovalorizzatori.
Nello specifico della situazione campana ci impegneremo per la restituzione ai cittadini della Tarsu ad oggi pagata per un servizio non reso.
La gestione delle Aree protette per noi deve situarsi nell’ottica di uno sviluppo eco-sostenibile ed eco-compatibile; l’attività venatoria va sostenuta nel suo valore associativo, culturale e tradizionale e a questo fine riteniamo necessaria la revisione della Legge 157/92, in un percorso di armonizzazione con le normative europee e di recepimento delle direttive 79/409/CEE (uccelli) e 92/43/CEE (habitat) nel rispetto concreto di natura e tradizione.
RIFORME
La destra italiana vuole una riforma vera ed efficiente dello Stato.
Al primo posto mettiamo l’istituzione della Repubblica Presidenziale, solo un Presidente eletto dal popolo può garantire contemporaneamente la stabilità e la governabilità delle Istituzioni e la maggior partecipazione democratica del popolo alle scelte di Governo.
Unitamente alla Repubblica Presidenziale la Destra crede nella bontà dell’amministrazione federale delle Regioni e degli Enti locali sulla base dl principio di “sussidiarietà”
Una seria riforma della politica contro le logiche di casta necessita il riconoscimento giuridico dei partiti e l’applicazione dell’art.49 della Costituzione.
Nella lotta contro gli sprechi di palazzo la Destra si propone di abolire radicalmente tutti gli enti inutili ad oggi ancora esistenti. Inoltre vogliamo ridurre per legge tutte le assemblee elettive fino alla metà del numero attuale dei loro componenti.
Nel rapporto tra eletti ed elettori crediamo sia doveroso reintrodurre la preferenza anche per l’elezione dei membri del Parlamento italiano così come già avviene per gli eletti al Parlamento europeo e nei vari Consigli regionali. Unitamente alla reintroduzione della possibilità di scelta da parte degli elettori dei propri rappresentanti la Destra vuole introdurre criteri certi di riduzione delle spese per le campagne elettorali.
L’enorme burocrazia e l’inefficienza di ampi settori del servizio pubblico che opprimono quotidianamente gli italiani non sono responsabilità dei dipendenti della Pubblica amministrazione, ma “mali del sistema” che vanno curati con determinazione attraverso la riduzione delle innumerevoli leggi che appesantiscono il rapporto tra cittadino e P.A. e contemporaneamente introducendo reali criteri di meritocrazia in ogni ordine e grado del pubblico impiego oltreché ad attente politiche di riduzione reale degli sprechi.
Pubblicato da
La Destra Sezione di Meda
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11:27
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